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Record di Fabio Ottaviani Pajoncini IL DUCA

-202 mt in autocontenimento

..un'esperienza emozionante, felici di averne fatto parte!

DIARIO DI BORDO:
13.10.2004:
l’Explorer Team Pellicano, malgrado il mare formato ed una pioggia insistente, grazie all’ottima tenuta di mare del “Nettuno” ed al “piede marino” del suo comandante Andrea Donati, ha anche oggi rispettato la tabella di marcia, scendendo secondo pianificazione nelle acque ponzesi per il previsto allenamento.
La mattinata è stata destinata alla ricarica delle bombole utilizzate nella giornata del 12 ottobre, attingendo alla scorta di 27 bombole, 15 di ossigeno e 12 di elio, messe a disposizione dalla Linde Gas Italia.
Nel pomeriggio il Team ha proceduto al test di alcune apparecchiature e ad una prima prova della deco necessaria per i – 200 mt.
In particolare, in previsione della lunga decompressione e delle alte percentuali di elio delle miscele respirate. Il pacco batterie è stato collocato all’esterno mentre un passacavi stagno, posizionato sulla valvola di carico della muta, ha consentito di alimentare il gilet termico.
Inoltre sono stati utilizzati dei succhi di frutta in contenitori deformabili per bere in decompressione al fine di mantenere idratato l’organismo.

DIARIO DI BORDO:
14.10.2004:
Nuova giornata di allenamento per l’Explorer Team Pellicano. Le condizioni meteo sono nettamente migliorate rispetto a ieri. Cielo parzialmente nuvoloso, residua onda lunga, leggero vento di Libeccio. Condizioni ottimali per il tuffo in programma oggi, che, al largo di Punta Papa,  prevede la discesa di Fabio Pajoncini a -110 mt ed il test del profilo decompressivo pianificato per la discesa a -200 mt. Il Team ha quindi l’opportunità di “rodare” l’intero meccanismo, sia per ciò che concerne le modalità operative specifiche del subacqueo di punta sia per quanto riguarda il dispositivo di assistenza.
Risulta ormai consolidato il procedimento di “alaggio” dell’attrezzatura di Pajoncini, non propriamente “maneggevole”, essendo il “pentabombola” costituito da un bibo 20+20 per le miscele Trimix, due bombole affiancate al bibo per bailout e servizi ed un’ulteriore bombola posteriore per l’aria. A questo vanno poi aggiunte le due bombole decompressive da fianco.
Assolutamente soddisfacenti i risultati ottenuti, come testimoniano le riprese in acqua della squadra di assistenza, commentate in fase di debriefing dallo stesso Pajoncini. L’assetto del “Duca”, malgrado la mole del gruppo bombole e … del Duca stesso, è perfettamente orizzontale; malgrado il tempo di permanenza in mare di oltre un’ora e quaranta minuti, Pajoncini è emerso dall’acqua in pieno confort, dispensando alla squadra di assistenza le consuete salaci battute. 
In serata, ricariche trimix e nitrox per Pajoncini e la squadra di assistenza al Ponza Diving Center, che l’ottimo Andrea Donati ha lasciato aperto per l’occasione fino a tarda sera.

DIARIO DI BORDO:
15.10.2004:
Dopo una serie di rovesci notturni che non lasciavano presagire nulla di buono, questa mattina a sorpresa le condizioni meteorologiche sono temporaneamente migliorate, lasciando spazio ad una mattinata soleggiata e ad un mare con onda lunga. Poiché il bollettino dà tendenza al peggioramento, si decide di prendere immediatamente il mare con il “Nettuno”, per non perdere una giornata di allenamento per il Team. Il “ruolino di marcia” per oggi prevede un tuffo di avvicinamento alla quota massima. La pianificazione dell’immersione al computer  con il software decompressivo viene impostata per “il Duca” con una profondità massima di -140 metri in Trimix. Prua ad est verso la batimetria dei -200 mt. Quando l’ecoscandaglio segna i fatidici -140 mt, il Nettuno è in mare aperto e non c’è più la copertura di Ponza, l’onda lunga è troppo alta e non consentirebbe una decompressione confortevole. Con l’occhio all’ecoscandaglio, Andrea Donati fa allora rotta verso l’isola, alla ricerca del giusto compromesso tra profondità e condizioni marine. Alla fine la profondità è fissata a -105 mt. Dalla murata di tribordo del Nettuno viene calata a mare la cima di discesa appositamente preparata per l’evento. “Alato” il pentabombola ed assistito nella fase di vestizione il Duca, il Team è pronto per l’immersione. Pajoncini da “il via”, contemporaneamente scatta il cronometro che scandirà per ciascun componente del Team l’istante in corrispondenza del quale ha inizio per ognuno la discesa, fino alla quota prestabilita. Tutto il Team è in attesa del ritorno del Duca, per accompagnarlo come angeli custodi durante la sua risalita, pronti ad intervenire in caso di necessità. Anche questa volta, tutto va come pianificato e Pajoncini è in grado di completare in totale autonomia la sua immersione, accompagnato dal jazz del lettore MP3. In perfetto orario … con l’arrivo del previsto acquazzone, il Nettuno attracca alla banchina di fronte al Ponza Diving Center, per le ormai consuete operazioni di ricarica e rimessaggio delle attrezzature. In serata, debriefing del Team leader Pajoncini, che fornisce a tutti degli ottimi spunti di riflessione per raffinare ulteriormente il dispositivo di assistenza.

 

 

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